Ebbene sì, dopo sei mesi ce l'abbiamo fatta ^^
Una galassia d'amore è stato pubblicato dalla Boopen. Vi posto la trama:

Una storia d'amore, romantica e ironica, ambientata nella Washington del 1992. Jillian Stanford è un'astrochimica che si trasferisce a Washington per lavorare nell'istituto nazionale di ricerca. Arrivata in città, sotto una pioggia battente e con due pesanti valigie, si reca immediatamente in quella che avrebbe dovuto essere la sua nuova casa. Al suo arrivo però, non appena entra nell'ingresso, una strana atmosfera l'accoglie. La sua graziosa villetta bianca sarebbe dovuta essere fredda e disabitata! Jillian, invece, nota con stupore che il camino è acceso e che il salotto è tutt'altro che gelido. Dopo qualche secondo di confusione, si accorge della presenza di Bryan Preston, astrofisico. Uomo affascinante e brillante che, candidamente, le annuncia che quella è casa sua. Due proprietari, quindi? Da qui parte la loro storia. Jillian e Bryan non solo si ritroveranno a vivere, per colpa di un equivoco, nella stessa abitazione ma presto scopriranno anche di dover lavorare insieme. L'amore per l'universo li unirà e la forte attrazione che proveranno l'uno per l'altra si trasformerà, con il tempo, in un sentimento più profondo.

Per chi fosse interessato all'acquisto, questo è il link diretto:

http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=11583&NClick=0
Chi, come me scrive e ama farlo, odia incondizionatamente la revisione del proprio romanzo.
Cos'è una "revisione"? Di sicuro, per noi che scriviamo, non è quella che si fa dal meccanico. Pertanto, vediamo il suo significato secondo il nostro dizionario di italiano: l'atto, l'effetto del revisionare; esame fatto allo scopo di correggere o di controllare qualcosa.
Ci siamo, le parole chiavi sono: correggere e controllare. L'unica differenza con le nostre di revisioni, è che facciamo entrambe le cose e cioè prima controlliamo e dopo, o nel mentre, si corregge.
Dio solo sa quanto odio una revisione! La odio perché quando inizialmente si scrive, lo si fa con il cuore, con la passione, con tutto l'amore che noi abbiamo per la scrittura. Le dita corrono da sole sulla tastiera, ogni singola parola o frase che ci viene in mente la buttiamo lì, una volta avremmo detto su carta, oggi diciamo sul monitor. La fantasia ha pieno sfogo e non ci sembra vero quando, dopo un paio d'ore, abbiamo visto che siamo riusciti a scrivere pagine di storia.
Ecco, la revisione, per me è tutto il contrario. In questo caso subentra la razionalità pura, la logica e tutto questo mi uccide. Ricominciare da capo e vedere con gli occhi e la mente, e purtroppo non con il cuore, quello che abbiamo scritto.
A me sinceramente mi prende sempre una sincope quando devo "revisionare" un mio romanzo perché tutta la mia creatività devo metterla da parte e far prevalere la ragione. Mi esaurisco.
Passo giorni interi magari su una frase, su una pagina, su una parola. E conta gli avverbi (Emanuela, se da una parte ti ringrazio per questo consiglio dall'altra vorrei strangolarti), e guarda se i verbi combaciano tutti, e controlla l'ortografia, i refusi... Poi c'è la revisione della trama: controllare se i colori di capelli, occhi e altre caratteristiche fisiche di un personaggio sono gli stessi dall'inizio alla fine del romanzo, se combaciano le età, gli eventuali titoli nobiliari, se Herbert è sempre un valletto o se è diventato un maggiordomo, se nella scatola di cartucce le pallottole prima erano 30 e dopo tre pagine ce ne sono 45, e via dicendo.
E poi copia, incolla, taglia, sposta, accorcia, allunga...
E non parliamo poi della sintassi, ore e ore passate a ricontrollare se quel periodo va bene, se è "italianamente" corretto.
Per concludere, la famosa Consecutio temporum O.O La prima volta che ne sentì parlare mi domandai senza tanti fronzoli: che cazzo è? Scusate il francesismo! Ma per me che non ho fatto il classico, né tantomeno facoltà umanistiche ma semplicemente un istituto d'arte (che per me è la scuola più bella del mondo), già è tanto che io sappia cosa significhi Cogito ergo sum. Altro che la perifrastica della Belen XD
Alla luce di tutte queste mie considerazioni (più che altro sfoghi), rimane comunque il fatto che la revisione, per quanto pallosa sia, va fatta se si vuole presentare a un editore un romanzo quanto meno decente. Credo che non solo lo meritino gli occhi di coloro che ci leggeranno e valuteranno, ma anche quelli dei nostri tanto amati personaggi.
E ora, a tal proposito, vo a revisionare Morgan... che tra le altre cose è un bel revisionare :P

Baci!

PS. Emanuelita, mi sà che le tue macedonie mentali mi stanno influenzando O.o
Maròòòòòòòòòòò, spero di non essere soltanto io preda di una psicosi micidiale: acquistare valanghe di libri quando la mia libreria è stracolma di testi da leggere.
Ditemi che anche voi fate così, rassicuratemi sul fatto che questa folle compulsione non è solo una mia prerogativa ma è anche la vostra. Vi prego, ditemelo!
Inizio seriamente a preoccuparmi XD
Ieri pomeriggio, per combattere la cicagna che solitamente colpisce le mie cellule celebrali subito dopo pranzo, ho avuto la brillante idea di fare un po' di ordine in un mio file di word. Un file che contiene una lunghissima tabella di tutti i libri che posseggo. Questi furono inseriti, a suo tempo, in ordine sparso, e su ognuno c'è l'autore, la casa editrice, l'anno di uscita, i miei voti post lettura e la dicitura "da leggere"sotto quelli che ancora devono essere letti. Ebbene, ieri ho deciso di mettere tutti gli autori in ordine alfabetico. Mentre lo facevo, con la santa pazienza di un certosino, mi era venuta in mente un'altra idea: evidenziare in verde tutti i libri che ancora non avevo letto.
Bene, alla fine dell'opera e dopo averla ricontrollata più volte in maneria scrupolosa, mi è venuto un colpo apoplettico: i testi da leggere sono ben 72 su circa 300 libri che ho O.O Non avevo parole, mi sono meravigliata di me stessa e sono passata a insultarmi da sola. A darmi della folle!
Ma questa mia presa di coscienza non è servita a nulla. Infatti, nel tardo pomeriggio, a poche ore dalla mia frase "Basta, non posso continuare così", mi sono fatta un'ora di macchina, sono arrivata a Forlì e sono entrata in un negozio di libri usati che avevo trovato quella stessa mattina girovagando su comprovendolibri, quindi nel web. E lì, per la gioia di Andrea che mi guardava come se fossi stata una pazza, ho comprato:
- Damigella della Ciuffi.
- I mulini a vento degli dei, e Linea di sangue, di Sheldon.
- Missione al nord, e L'ora del leone, di De Mille.
- Gli eredi di Atlantide, di Colin Wilson.
- Il progetto Atreus, di Andrew james Hartley.
Non sono normale, lo so, questa continua smania di comprare comprare comprare libri ovunque è radicata in me ormai da tempo. E' come se avessi paura di rimanere senza.
Bisogna che assolutamente mi decida a darci un taglio. Devo fermarmi, legarmi le mani quando vedo un libro e devo impormi di finire di leggere quelli che ho in arretrato. Ne va della mia salute mentale... oltre che del mio portafoglio XD
Dal Blog http://blog.libero.it/unapassioneoltre/

Dopo il V-Day, l'MTV Day e il B&B Day é arrivata la I edizione del:

ROMANCE DAY

1. Perché questa data?
Il 16 dicembre é il giorno in cui é nata Jane Austen, autrice di Orgoglio e Pregiudizio.

2. Qual'è lo scopo?
Avvicinare le persone a questo tipo di romanzi e dimostrare che il genere rosa ha la stessa importanza e valore di qualsiasi altro genere letterario.

3. Cosa accadrà il 16 dicembre 2009?
A. Il 16 dicembre 2009 prendete uno dei vostri romanzi rosa e "abbandonatelo" in un luogo pubblico (una piazza, in un pulman, in una sala d'attesa etc. etc.)

B. Prima di "abbandonarlo" scrivete al suo interno:

Sono orgogliosa/o di leggere romanzi rosa, perché non provi anche tu?
Romance Day 16/12/2009 e l'indirizzo del blog/sito dove avete trovato questo regolamento.

C. Se non ve la sentite di "abbandonare" un libro regalatelo ad una persona che di solito non legge romance.

4. Cosa posso fare per diffondere questa iniziativa?
Copia questo post nel tuo blog e aggiungi almeno uno di questi bannerini nel tuo profilo/blog/sito:


E' in onda la quinta puntata di

Alba nuova all'orizzonte ^^

Questo è il link:

http://www.albanuovaallorizzonte.blogspot.com


BUONA LETTURA!!!
Ebbene sì, una piccola, grande soddisfazione: sono sul n° 18 di Vera con un mio racconto:

Gli archetti del cuore

Compratelo, altrimenti vi uccido... hi hi hi... è uscito proprio questa mattina ^^

Lo sapevo da tre settimane ma, scaramantica come sono, non ho detto nulla.

Spero vi piacerà. Buona lettura e baciiiiiiiiiiii!
Questa mattina alle 11 il mio caro nonnino si è spento. Mi ha avvisata mia madre alle 11:30, pertanto domani si riparte alla volta di Roma.
Dieci giorni fa andai giù per eventi piacevoli quali il mio compleanno e l'anniversario dei miei genitori... questa volta si va per tutt'altra cosa.
Ma questa è la vita giusto? E' la natura che fa il suo corso...
Mio nonno è sempre stato una roccia e mio padre mi raccontava spesso che quando era giovane riusciva a sollevare una pianta di ulivo e trasportarla in paese. Non ha mai avuto un acciacco se non banali raffreddori e poi un paio d'anni fa, dopo i primi cenni di problemi neurologici, è arrivata la notizia: Alzheimer. Da lì il crollo.
Giorno dopo giorno ha iniziato a fare cose senza senso, poi con il passare del tempo ed essendo la situazione peggiorata, è stato messo in una casa di riposo.
La prima volta che misi piede là dentro, il mio cuore si spezzò perché non ero mai entrata in un luogo del genere. Vedere gli occhi di quegli anziani, è stato devastante per me. Erano occhi senza più vita, tristi, malinconici. Sguardi persi nel vuoto fermi a fissare oggetti per ore e ore.
Tristissimo, dilaniante. Poi quando vidi mio nonno, in fondo a un corridoio, i miei occhi si ripempirono di lacrime, lacrime che purtroppo non riuscì a trattenere. Era dimagrito tantissimo e non riconosceva più nessuno. Lo rividi dieci giorni fa e mi chiesi se quella sarebbe stata l'ultima volta che lo avrei visto vivo, e così infatti è stato. Il volto pallido, le guance incavate, ancora più magro di qualche mese prima. Non riusciva più a deglutire e a stento camminava accompagnato da una delle mie zie o da mia nonna a braccetto.
Oggi, a 87 anni se n'è andato e così ho perso anche lui. Lo ricorderò sempre come un uomo forte, deciso, brontolone, brusco nei modi ma che negli ultimi anni era riuscito ad addolcire quella scorza dura che lo aveva accompagnato per una vita intera.
Questo post lo dedico a te, nonno, perché sono certa che da lassù potrai leggere queste mie parole. Ti ho goduto poco, perché sono cresciuta di più con l'altro mio nonno ma sappi che ti ho voluto tantissimo bene, e solo ora me ne rendo conto.
Adesso tu e lui vi farete compagnia, ne sono sicura. Fate i bravi mi raccomando!
Ciao nonno, arrivederci!
E a grande richiesta... un altro stralcio su Nat e Cassie ^^

Nat la fissò negli occhi, i suoi sorrisi erano in grado di calmarlo e infondergli una pace interiore mai provata prima.
«No, non esiste infatti» ribadì velocemente, mentre distoglieva lo sguardo da lei.
«Lo avevo immaginato» assentì Cassie sostenendo i suoi profondi occhi azzurri, poi distolse velocemente lo sguardo. Osservare il suo collega in quel modo, la indeboliva emotivamente.
Si abbassò per guardare sotto il letto e trovò alcune scatole di cartone colorate.
«Ho trovato qualcosa» lo informò mentre allungava un braccio per vederne il contenuto.
Nat, nello stesso istante, si voltò verso di lei e quello che vide lo destabilizzò: un fondoschiena sodo e perfettamente rotondo era messo in risalto dal tessuto dei pantaloni di cotone che, nel movimento, era tirato al massimo. Un calore intenso gli avvolse le membra.
«Se hai trovato qualcosa là sotto, tirala fuori» suggerì piuttosto bruscamente. Maledì se stesso per trovare attraente la sua collega e per eccitarsi alla sola vista del suo fondoschiena.
Cassie, inconsapevole dei pensieri di Nat, prese le due scatole, si alzò in piedi e le pose sul letto.
«Sono fotografie» dichiarò esultante mentre iniziava a prenderne alcune.
«Dammene un po' anche a me» suggerì Nat allungando una mano.
Cassie, senza neanche voltarsi, gliene passò diverse e nel farlo sfiorò le sue dita. Erano calde, meravigliosamente calde. Un brivido percorse la sua schiena, incendiandola. Con enorme fatica fece finta di nulla, continuando a guardare le immagini davanti a sé.
«Ecco qui il Row Cafè» annunciò Nat attento, poi passò la foto a Cassie.
«È vero» concordò lei con un filo di voce. Com'era possibile provare simili sensazioni nel solo sfiorare la pelle del suo collega? Si domandò perplessa.
«Prendiamo anche queste due fotografie» annunciò Nat inserendole nella cartellina.
«Speriamo che il signor Jenkins non abbia nulla in contrario».
«Non credo, se vuole sapere la verità sulla morte di sua figlia, deve collaborare» stabilì Nat serio.


Adesso che si trovava in ufficio era decisamente più rilassata. Guardò Nat sfogliare le pagine della rubrica e ammirò l'abilità delle sue mani. Poi i suoi occhi si spostarono sul viso e osservarono la profonda cicatrice che deturpava il suo volto. Cosa gli era successo? Si domandò tra sé con estrema curiosità. Era stata procurata da un conflitto a fuoco, da una colluttazione con un criminale? Aveva tanta voglia di chiederglielo ma si trattenne, non le sembrò opportuno visto che lavoravano insieme da poco tempo. Eppure, quando stava con lui, era come se lo conoscesse da sempre, nonostante il pessimo carattere che aveva si trovava molto bene in sua compagnia.
«Cosa ordino per te?» le domandò Nat prendendo in mano la cornetta del telefono.
Dio, che occhi magnifici aveva. Pensò Cassie completamente incantata.
«Due hamburger e una porzione di patatine fritte» rispose quasi automaticamente.
Era troppo presa a osservare il suo collega per concentrarsi su cosa mangiare, stava approfittando del fatto che fosse impegnato nella telefonata per esaminare la sua cicatrice. L'attirava più di ogni altra cosa, la trovava così seducente. E mentre Nat parlava al telefono, notò che i raggi del sole che entravano dalla finestra, colpivano quello sfregio mostrando nella loro interezza tutte le linee frastagliate e biancastre. Era lunga perché dalla tempia sinistra percorreva il lato del viso fino alla mandibola in una linea perfettamente dritta. Passava molto vicino all'occhio… rifletté su un pensiero che la fece tremare di orrore: se l'oggetto che lo aveva colpito lo avesse fatto pochi millimetri più in là, Nat avrebbe perso l'occhio.
«Bene, il nostro pranzo arriverà tra mezz'ora circa» l'avvisò il suo collega mentre riponeva la cornetta sul ricevitore.
«Perfetto, non ci faranno attendere molto. Ho una fame da lupi» dichiarò Cassie massaggiandosi lo stomaco, il quale emise un sonoro brontolio per darle ragione.
Nat la guardò divertito.
«Non avevo dubbi, credimi» rispose sedendosi dietro la sua scrivania «Non ho mai… ».
Ma non finì la frase perché la porta si spalancò improvvisamente.
«Ciao, ragazzi» esclamò allegramente Steven «Io e Gabriel stiamo andando a pranzo».
«Volete unirvi a noi?» chiese quest'ultimo sbucando dalle spalle del loro capo.
«No, grazie abbiamo già ordinato, pertanto mangeremo qui» li informò Nat serio.
«Potreste raggiungerci per il caffè» insisté Gabriel guardando Cassie in uno strano modo.
Modo che a Nat dette piuttosto fastidio. Ma ancora più fastidio glielo diede l'udire la risposta entusiasta di lei.
«Mi piacerebbe molto, potremmo… »
«Non possiamo» la interruppe il suo collega bruscamente «Dopo pranzo dobbiamo subito andare via».
Cassie protestò.
«Ma un caffè non… ».
«Ho detto di no, detective» la interruppe Nat gelido.
«Sei odioso» lo insultò lei guardandolo di traverso, poi rivolse a Gabriel e a Steven un sorriso dispiaciuto «Mi spiace, ma il mio superiore è uno stakanovista. Sarà per un'altra volta».
«Va bene, come volete» si arrese Gabriel ricambiando il sorriso della sua collega.
«Allora ci vediamo dopo, ciao» li salutò Steven in tono energico.
«Buon pranzo» gli augurò Cassie con gentilezza.
Nat, a sua volta, grugnì frettolosamente senza sollevare gli occhi dalle carte che aveva sulla scrivania. Si maledì per aver provato un pizzico di gelosia nei confronti di Gabriel. Aveva notato con quale sguardo e tono di voce si era rivolto a Cassie e questo gli aveva dato enormemente fastidio. Non si era mai affezionato alle precedenti colleghe, anzi aveva provato per loro una profonda antipatia, ma sentiva che in lei c'era qualcosa di diverso.
«Un caffè con loro non avrebbe influito sul nostro lavoro» commentò Cassie riprendendo il discorso.
«Se ti piace il tenente Ramsey puoi benissimo vederlo al di fuori dell'orario di lavoro» la rimproverò Nat seccato. Cristo, perché si stava comportando così?
Cassie si alzò in piedi visibilmente furiosa e dopo aver oltrepassato la sua scrivania, si piantò davanti a quella di Nat.
«Ora ascoltami bene» iniziò furibonda poggiando le braccia tese sul tavolo del suo collega «Trovo il tenente Ramsey una persona estremamente cortese, gentile e affabile. Ma ciò non vuol dire che debba per forza di cose piacermi o andarci a letto, chiaro?».
Nat fece per rispondere ma lei lo fermò con un gesto della mano e due occhi fiammeggianti.
«Anche se ti hanno messo addosso delle colleghe ninfomani, non è detto che anche io lo sia».
«Non l'ho mai pensato» si affrettò a rispondere Nat sincero.
«Bene, è già un passo avanti» commentò Cassie con ironia «E sappi che se un giorno scoprirò di provare una certa attrazione per Gabriel, di sicuro ci frequenteremo fuori da qui».
Anche se tutta la mia attrazione è rivolta verso te, pensò Cassie stringendo i pugni lungo i fianchi. Poi senza aggiungere altro s'incamminò in direzione della porta.
«Dove stai andando?» le domandò Nat rigido.
Nessuna donna gli aveva mai parlato in quel modo e nessuna lo aveva fatto sentire un'idiota come c'era riuscita lei.
«In bagno» rispose Cassie voltandosi verso di lui per incenerirlo «O devo fare anche questo fuori di qui?».
Vedendo Nat rimanere a bocca aperta, uscì chiudendo la porta dietro di sé, soddisfatta come non mai.
Tutti i diritti letterari sono riservati all'autrice.
Ebbene, eccoci qui. Come avrete intuito, ogni tanto tiro fuori la questione di noi "scrittori" e delle nostre smanie di protagonismo che ci fanno perdere ogni contatto con la realtà.
Voi mi starete chiedendo, immagino anche con un po' di puzza sotto il naso: "io non ho smanie di protagonismo, ma senti questa che dice"... calma, rilassatevi perché più o meno ce l'abbiamo avute tutte, anche le più sante :D Riflettete... avete mai sentito quella strana vocina che subdolamente vi dice: "dai, pubblica il tuo romanzo... fallo a pagamento così vedrai il tuo bellissimo nome e cognome su carta... eh eh eh... "? Sono certa che l'avete sentita, almeno una volta nella vostra vita. Fu come il diavoletto che tentò Eva nel prendere il frutto proibito. Lei ci cadde e con tutte le scarpe, anche se ancora non ce l'aveva passatemi la frase. C'è chi cede e chi invece non scende a compromessi. Io, dopo la mia prima esperienza, ho scelto la seconda.
Adesso vi rimando a tre post di una mia carissima amica nonché, a mio parere, ottima scrittrice.
E' una bella lezione per tutti noi...


Inutile dire che io concordo con lei su tutto! Buona lettura ^^
Finalmente sono tornata a casa!
Oggi pomeriggio alle 15 esatte ho varcato la soglia della mia adorata casuccia. Non c'è gioia più grande di rimettere piede fra le proprie quattro mura.
Sembravo una scema, mandavo i bacini a destra e a sinistra O.O e annusavo ogni angolo. Anche Giotto era contento, si è infilato subito nella sua cuccia come a dire: " E ora col cavolo che mi muovo!" ^^
Le discussioni tra madre e figlia, mie vicine di casa, erano musica per le mie orecchie. Persino l'altra vicina impicciona si è affacciata non appena ha sentito la nostra macchina. Bè, sarei salita a casa sua per abbracciarla... toh, pure lei mi è mancata :D
A casa dei miei sto abbastanza bene, ma casa tua è sempre casa tua e già dopo neanche due giorni di permanenza non vedevo l'ora di tornare. Sono arrivata a Roma domenica sera e martedì ero già smaniosa di andarmene, ma ho dovuto resistere fino a questa mattina.
Ora sono di nuovo qui e vi delizio subito con una nuova puntata di Alba nuova all'orizzonte ^^
Baci a tutte!